Superman. La prima tavola
Ed eccoci finalmente giunti a Superman, protagonista di una delle analisi più attente e dettagliate nel libro di Eco. Superman è il supereroe per antonomasia, esempio di un processo di mitizzazione delle immagini che avviene a causa di strutture narrative ben precise, che a loro volta sono implicate necessariamente dal tipo di personaggio creato da Jerry Siegel e Joe Shuster.
La prima tavola pubblicata dell’alieno kryptoniano (qui visibile a una migliore risoluzione) nel giugno 1938 (questa è la copertina del primo albo) è sorprendente per un lettore di fumetti di supereroi di oggi perché nel giro di poche vignette si risolve l’intera storia dell’origine dell’eroe. Prima ancora della fine della tavola il personaggio compare in quella che poi sarà la sua caratterizzazione grafica per i successivi 90 anni e con le qualità sia fisiche - forza, velocità - che morali - il mettersi «al servizio dell’umanità» di cui lui nemmeno fa parte - che saranno la sua identità mitica identificabile da generazioni di lettori. La narrazione è pronta per partire e la prima storia stabilirà poi un modello che, come dice Eco, si ripeterà costantemente e secondo uno schema iterativo che non porta mai a nessuna mutazione né del personaggio né della società che gli sta intorno.
In questo primo episodio si verificano già le dinamiche che anche i non lettori di Superman conoscono, a partire dal rapporto con Lois Lane, innamorata del supereroe e caustica fino al cinismo con Clark Kent. Quindi fin da questa prima storia dobbiamo accettare che nessuno riconosca il timido giornalista nel superuomo (o viceversa) nonostante niente li differenzi se non la presenza o meno degli occhiali. Sembra una banalità e invece è un esempio di come il personaggio sia profondamente impregnato della cultura del romanzo popolare nato nell’Ottocento francese. Le agnizioni infatti - Eco ne parla a lungo in Il superuomo di massa nel capitolo L’agnizione: appunti per una tipologia del riconoscimento (p. 19-26) - sono uno dei cliché narrativi di questo tipo di letteratura, uno dei dati che informano e ritmano la struttura narrativa. L’agnizione può verificarsi con diversi gradi di consapevolezza da parte dei personaggi e del lettore, che spesso proprio in quanto lettore - e quindi conoscitore dei meccanismi narrativi - intuisce benissimo le identità segrete (o le relazioni di parentela, o altri segreti) dei personaggi ben prima dei personaggi stessi. La reiterata e inspiegabile (per il lettore) assenza di riconoscimento di Clark-Superman - che avverrebbe in quella «forma particolare di agnizione monodirezionale» che è lo smascheramento (Umberto Eco, Il superuomo di massa, p. 19) - è quindi un dato strutturale fondamentale della narrazione nei fumetti di Superman, che dobbiamo accettare nella sua irrazionalità. Nei fumetti di supereroi la questione della doppia identità ha un’importanza tale che in alcune delle saghe più importanti e famose - si veda ad esempio Civil War per quanto riguarda gli eroi della Marvel - sarà proprio la decisione di rivelare o meno la propria identità nascosta a portare a vere e proprie guerre fra personaggi che fino all’episodio precedente combattevano fianco a fianco contro il male.
Quella che quindi sembra semplice ingenuità nella costruzione narrativa - e che forse inizialmente lo è - diventa, grazie alla sua ripetizione ininterrotta, dato fondamentale per capire come funziona la narrazione dei supereroi nella chiave mitica che Eco riscontra nel personaggio di Superman. Una ripetizione così continuata e forzata che nel momento in cui viene interrotta - quando per esempio Lois riconosce Clark in Superman e viceversa - l’episodio diventerà una svolta narrativa tale da creare un vero e proprio evento (sfruttabile anche in senso commerciale). Senza però - e qui sta uno dei punti fondamentali del discorso di Eco - che questo cambi la struttura di fondo della storia e le caratteristiche del personaggio: anche dopo l’agnizione compiuta da Lois, il matrimonio fra lei e Clark, la nascita di loro figlio Jonathan e altri eventi a questi collegati, Superman continuerà a salvare il mondo. Mai in maniera definitiva, naturalmente.
Le immagini che qui vediamo sono tratte da un’edizione moderna che ripropone i primi albi del personaggio (qui vediamo la sovracoperta del volume). Anche questo è un dato interessante. Le origini dei supereroi vengono continuamente riproposte, sia nella loro forma originale, sia in numerose narrazioni che ricostruiscono quegli eventi in maniera più o meno dettagliata o modificata. Reboot, vengono chiamate queste rinnovate narrazioni dell’origine dei supereroi, e testimoniano la necessità di ripetizione - anzi, di variazione nella ripetizione - che è sottesa sia alla struttura narrativa del genere supereroistico che al sistema commerciale in cui il prodotto è inserito, che periodicamente deve ri-raccontare come è nato un personaggio a nuovi lettori più giovani, adeguando la narrazione al mutato gusto e alla mutata società in cui i fumetti vengono pubblicati. Quindi in realtà quella che potrebbe sembrare una novità è una negazione del cambiamento: quando il personaggio non “regge” più, quando la storia è arrivata a un punto tale in cui la ripetizione non è più il piacevole ritorno del conosciuto, ma una stanca riproposizione di cose già viste, allora invece di intraprendere una strada radicalmente nuova, è più semplice (e sicuro) ripartire dall’inizio, azzerare tutto e trovare una maniera (più o meno) originale di raccontare la stessa storia (e dobbiamo ripeterlo: creare un evento di forte impatto economico). Quando l’operazione riesce si conquistano nuovi lettori più giovani, che possono assicurare vendite negli anni a venire. Quando le cose vanno male il rischio è di perdere anche i lettori affezionati. Quando questo accade - ed è accaduto - si fa una doppia capriola e la novità viene abbandonata senza troppi rimpianti per tornare al sentiero già battuto. Soluzioni che sembrano insensate ma che negli ultimi decenni si sono registrate in più occasioni e che in realtà non fanno altro che portano all’estremo i meccanismi di complicazione dell’ordine temporale che già Eco metteva in luce in Apocalittici e integrati (p. 239-244) e che portano al paradosso temporale di creare l’illusione di un eterno presente. Ma a proposito di questo, si passi all’immagine successiva).
Jerry Siegel, Joe Shuster, Superman. Golden age, 2 v., Modena Panini Comics, 2021-2022.
Collocazione: ARPE-MO C. 2994 / 1-2