
Aboliamo il carcere
presentazione del libro
Incontro con Giulia De Rocco in occasione della presentazione del suo libro Aboliamo il carcere. Immaginare un futuro senza prigioni Eris, 2025. Dialogano con l'autrice Antonia Caruso (Editor) e Giulia Fabini (Presidente Associazione Antigone Bologna).
L'abolizione del carcere non è un'utopia ma un progetto. Non significa solo pensare al superamento degli istituti di detenzione, ma soprattutto smettere di usare la punizione come risposta al reato. Ovvero costruire percorsi che rinuncino alla punizione e alla violenza e che scelgano la trasformazione, l'incontro, il benessere e la cura. Giulia De Rocco spiega chiaramente che questo progetto può iniziare ora, che lo possiamo immaginare e concretizzare, riguarda la nostra intimità, le nostre relazioni, le nostre comunità. È un processo di trasformazione di assunti che ci sembrano irrinunciabili come il binomio vittima/carnefice, innocente/colpevole. Questi assunti sottendono la logica punitiva che guarda solo alla violenza privata, interpersonale, soggettiva, senza guardare al contesto, alle cause, alle strutture di potere. Per abolire il carcere dobbiamo ripensare la distribuzione della ricchezza, decolonizzare spazi, pratiche e pensieri, liberarci dalla violenza di genere, privata e sistemica. E soprattutto, lottare per l'abolizione del carcere significa supportare le persone che stanno in carcere. L'abolizione non può che iniziare dall'alleanza tra chi è dentro e chi sta fuori. Per rendere quei muri sempre più sottili e permeabili sino a farli sparire.
Giulia De Rocco si occupa, nel suo attivismo e nella sua ricerca, di educazione, carcere e questioni di genere. Conduce da anni gruppi di lettura e scrittura autobiografica negli istituti di pena, condivide storie e porta fuori la convinzione che non è giusto che ci sia un dentro. Abolizionista, femminista e lesbica, sta provando ad aiutare LunaP a dimenticare il canile.