
L’innocenza dei dinosauri
presentazione del libro
Presentazione del libro L’innocenza dei dinosauri di Giovanna Ferrara (fuorilinea, 2024) . Ne parlano Marianna Borriello (scrittrice), Matteo Carlomagno (attore) e Donato Ferdori (insegnante e scrittore).
Nei suoi ultimi anni di vita, mentre affrontava le gravi conseguenze di una fibrosi polmonare idiopatica in pieno periodo pandemico, oltre a proseguire i suoi studi sull’europeismo rivoluzionario di Ventotene (Colorni e Hirschmann) si è dedicata alla stesura di un romanzo, uscito postumo col titolo L’innocenza dei dinosauri (Fuorilinea, 2024). È un romanzo nel quale la rabbia contro una Sanità malata – ridotta allo stremo dalla guerra alla spesa pubblica, sfigurata dalla disumanità da sovraccarico e dagli abusi di potere, gravata dalle ottusità burocratiche – si manifesta in una lingua immaginifica e visceralmente empatica.
Una scrittura che, con la sua carica onirica, rivela fin dal vocabolario e dalla sintassi l’alternativa radicale al mondo sociale rappresentato.
Il Covid, ne L’innocenza dei dinosauri, è “l’Evento”: quello annunciato da tempo eppure sottovalutato – evitando di approntare tutte le contromisure necessarie, anzi remando vigorosamente in direzione contraria tramite i tagli alla Sanità – e poi raccontato e gestito dai decisori e da molti media alla stregua di una pioggia di meteoriti. “Avessero almeno detto che noi, l’innocenza dei dinosauri, non l’abbiamo mai avuta”. L’evento strappa la maschera ideologica alle nostre democrazie formali, denudando il sostanziale disprezzo per le persone e l’avidità arrogante che le domina. Ma l’“evento” – fa intendere l’autrice, in dialogo intimo con la Ernaux di L’événement – è anche la terribile malattia che le esplode in corpo prima dei quarant’anni ed è destinata a divorare la sua capacità respiratoria, rimettendo completamente in discussione il suo senso di sé, il rapporto con il figlio, con il proprio corpo, con certi radicati pregiudizi, con la vita nel suo insieme. Un disvelamento doloroso che diventa consapevolezza irremovibile: “Non far coincidere la malattia con la sofferenza, non darsi per spacciati morendo prima di essere morti, sapere/sentire che nella carsica forma del vivente esiste una forza immensa che può essere usata”. Così, si scopre con sorpresa che L’innocenza dei dinosauri – “inchiesta a partire da sé” – finisce per essere un libro pieno di gioia. (Donato Ferdori)
Una scrittura che, con la sua carica onirica, rivela fin dal vocabolario e dalla sintassi l’alternativa radicale al mondo sociale rappresentato.
Il Covid, ne L’innocenza dei dinosauri, è “l’Evento”: quello annunciato da tempo eppure sottovalutato – evitando di approntare tutte le contromisure necessarie, anzi remando vigorosamente in direzione contraria tramite i tagli alla Sanità – e poi raccontato e gestito dai decisori e da molti media alla stregua di una pioggia di meteoriti. “Avessero almeno detto che noi, l’innocenza dei dinosauri, non l’abbiamo mai avuta”. L’evento strappa la maschera ideologica alle nostre democrazie formali, denudando il sostanziale disprezzo per le persone e l’avidità arrogante che le domina. Ma l’“evento” – fa intendere l’autrice, in dialogo intimo con la Ernaux di L’événement – è anche la terribile malattia che le esplode in corpo prima dei quarant’anni ed è destinata a divorare la sua capacità respiratoria, rimettendo completamente in discussione il suo senso di sé, il rapporto con il figlio, con il proprio corpo, con certi radicati pregiudizi, con la vita nel suo insieme. Un disvelamento doloroso che diventa consapevolezza irremovibile: “Non far coincidere la malattia con la sofferenza, non darsi per spacciati morendo prima di essere morti, sapere/sentire che nella carsica forma del vivente esiste una forza immensa che può essere usata”. Così, si scopre con sorpresa che L’innocenza dei dinosauri – “inchiesta a partire da sé” – finisce per essere un libro pieno di gioia. (Donato Ferdori)
Giovanna Ferrara (1978-2023) è stata giornalista politica e culturale – Il Manifesto, Radiotelevisione svizzera –, dottoressa di ricerca in Storie e culture dell’Europa, docente di Storia all’Università La Sapienza, funzionaria di area sociologica, informatica e massmediologica presso AGCOM.