- @ Palazzo Hercolani - Aula Poeti
Iliade da Omero a Darwish, echi di una guerra senza fine
(Ri)accendiamo il classico 2026
L’evento si colloca nella cornice di (Ri)accendiamo il classico, una giornata di studio dedicata al teatro greco e in generale alla cultura classica, che l’associazione psicoanalitica e culturale OfficinaMentis aps organizza dal 2017 e che da tre anni realizza in partenariato con la Comunità Ellenica dell’Emilia Romagna e in collaborazione con l’Università di Bologna.
La giornata trae ispirazione da un dramma classico; la riflessione viene affidata a studiosi che hanno provenienze disciplinari diverse.
L’edizione di quest’anno, l’ottava, è dedicata all’Iliade, il poema che dà inizio alla letteratura occidentale: e lo fa col clamore delle armi e il dolore dei lutti. Se abbiamo deciso di tornare all’Iliade è perché non si tratta solo di un immortale testo antico: è anche un luogo del pensiero, nel quale scrutare le passioni che scuotono l’uomo: la crudeltà, il terrore, lo strazio della perdita, l’orgoglio smisurato, la compassione, l’amore per la vita al di là di quel teatro permanente di morte che è la guerra. Ed è perché sullo scenario di follia guerriera che spinge alle azioni più atroci Omero spalanca momenti di grazia, istanti supremi di pietà e di tenerezza che riscattano la crudeltà dei massacri e restituiscono agli uomini la loro umanità.
A partire da questo testo fondatore e tessendo liberamente una trama di suggestioni da offrire al pubblico, abbiamo inteso giungere al presente: attraverso i secoli e i millenni, la guerra di Troia sembra non aver mai fine.
Mahmud Darwish, il più grande poeta palestinese, colui che amava definirsi “poeta troiano”, “poeta dei vinti”, sarà il nostro approdo. Da Omero a Darwish: due poeti, quasi tremila anni di distanza tra l’uno e l’altro, per cantare il dolore umano davanti all’”immenso baratro” che inghiotte uomini e cose. Per restare umani.
Nato in Galilea, nel villaggio di Al-Birweh, esule dall’età di otto anni, Darwish si ispirerà al poema di Omero: in contrappunto e contrasto, perché l’Iliade permette di immaginare e costruire il racconto inverso, che ne è l’ombra: il racconto dei vinti. La posizione di Mahmud Darwish consisterà nel prendere partito per Troia, il che vuol dire cantare la disfatta e la perdita. Ma la voce del vinto si fa in lui voce collettiva, il canto di un popolo che muore è canto universale, la Palestina si apre, grazie alla poesia, sull’”infinito umano”.
Programma:
Manuela Mari, docente di Storia greca presso UniBo (introduce e modera)
Nicola Cucuzza, archeologo (La guerra di Troia, dal mito all’archeologia)
Angela Peduto, psicoanalista (La forza, oscura padrona: l’Iliade riletta da Simone Weil)
Agnès Cousin de Ravel, ricercatrice (Immaginari di guerra nella letteratura francese. Dalla débâcle al dopoguerra)
Luigi Spina, filologo classico (Tersite tra guerra e pace)
Sana Darghmouni, arabista e traduttrice (Il canto oltre le mura: Mahmud Darwish e l’epica dei vinti).
A conclusione della giornata sarà letto in forma scenica il poema di Mahmud Darwish Stato d’assedio .
Nel corso della giornata saranno letti brani tratti dal’ Iliade e dall’opera in versi di Mahmud Darwish.
Voci recitanti gli attori Valentina Alberto e Filippo Lanzi.
Sabato 21 novembre 2026
ore 9:00-17:30
Aula dei Poeti
Palazzo Hercolani
Strada Maggiore 45 - Bologna
Ingresso libero. L’evento si indirizza a studenti, professori e a tutti gli appassionati di cultura greca e di poesia.
Organizzatori:
Associazione culturale OfficinaMentis APS ( www.officinamentis.com )
Comunità Ellenica dell’Emilia Romagna
In collaborazione con Università di Bologna